| " Ahi, Cuba. Cristoforo Colombo vi pose piede per la prima volta il 28 Ottobre 1492, esattamente due settimane e due giorni dopo aver scoperto Hispaniola, l'attuale Haiti. Certo non poteva immaginare- pur attingendo a tutta la fantasia che solo i viaggiatori possiedono- quello che sarebbe seguito. Diego Velasquez, vecchio compagno di Colombo, iniziò nel 1510 la colonizzazione dell'isola, e con essa lo spietato massacro delle decine di migliaia di indios, che appartenevano principalmente ai gruppi etnici Siboneyes e Tainos. Nel 1555 gli indios sono ridotti a 5.000, sterminati in parte dalla violenza, in parte dalle durissime condizioni di lavoro, dalle torture e dalle malattie introdotte dai bianchi. Hatuey fu il primo cacicco che alimentò le leggende della resistenza india. Fu bruciato vivo. Nel 1520 comincia l'importazione africana degli schiavi che dura tre secoli e nell'800 la parte nera della popolazione raggiunge il 56%, una fetta consistente. Oggi Cuba è il prodotto unico, prezioso e irripetibile di queste mescolanze razziali, indios, negri, bianchi, meticci, creoli e anche cinesi. Per dirla alla maniera di Mayito dei Los Van Van, sono la mezcla perfecta. Cuba la isla grande, Cuba dalle mille musicalità e dalle mille oscurità. Ombre sulla pelle del popolo, ombre della notte, succo di guayaba che gocciola dalle mani. No, non si può spiegare Cuba. L'aria ti si posa addosso come un vestito inumidito dal sudore. Tutto è aria, a Cuba, aria e nuvole che si arrabbiano per l'afa, borbottano come un cane che è sul punto di mordere ma non osa farlo, e piangono a dirotto per pochi minuti. Poi se ne vanno. Si spostano un po' più a nord, e si appoggiano al mare, aggrovigliate e pannose, là dove il sole dei Caraibi si perde in quell'orizzonte la cui linea di confine è un assurdo compromesso tra l'acqua e il cielo, tramontando presto, troppo presto. Ad Agosto alle otto è già buio pesto. Le stelle, per magia, impreziosiscono il cielo buio, nonostante le nuvole. Com'è possibile? Si può, a Cuba. Cuba è la terra dei nonostante. Si vedono le stelle nonostante le nuvole. E' un'isola ricca e uberosa e verde, nonostante la povertà.
E' la terra del silenzio e delle grida soffocate, nonostante la musica che scoppia ovunque. Cuba è il sòn, la rumba, il guaguancò…
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