| Cuba è la cufia tanto simile all'erica, è la lagrima de cupido che cade con le sue infiorescenze rosse e gocciolanti, è la cucaracha morada, la bahuinìa variegata e el erantemo morado. Sono le palme pigre e tranquille che prendono il sole. E poi Cuba è Ana, Pavel, Jasel trigenio , Liudmila dal viso orientale, Juan Carlos, Nairobi, Lourdes, Gerardo, statua nera di marmo dipinta di nero, Ayamily, con tanti segreti quante sono le asperità della barriera corallina, la dolcissima Vivien, Mariavilis rassegnata. E' Francisco così gentile e disponibile, sempre pronto ad aiutarti. E' Marcela, coi suoi modi così poco cubani, così compita che cammina sempre sollevata a qualche centimetro da terra. Non perché lei se la tiri, no. Marcela cammina sopra agli altri perché è l'unico modo che conosce di camminare. Possiede la dote di sollevarsi, soave e impalpabile, al di sopra di tutti i livelli stradali. Lei non si sporca mai le scarpe nel fango. Quando balla non suda e quando si immerge nel mare non si bagna. Poi Cuba è Alexis, Niobar, Dayami, coi suoi tre bambini dei tre padri diversi che l'hanno lasciata, Rolando, e tanti, tanti altri, tutti con un nome diverso che evoca altre storie…. C'era una bambina, per le strade di Holgìn, che camminava aggrappata al suo vecchio nonno. Pareva che cadessero da un momento all'altro, tanto poco lui si reggeva in piedi. Avrà avuto due anni, quella bimba. E aveva così fame che si era portata alla bocca un sasso e se lo succhiava avidamente. Ma quando hanno attaccato con la musica, la bimba ha gettato il sasso a terra e si è messa a ballare… Sempre ad Holguìn, siamo andati a La Casa de la Trova.
Un gruppo scarno suonava pezzi vecchi e la gente stava seduta. Nessuno si muoveva. Poco dopo è entrata una coppia italiana e ha dato mostra di quello che sapeva fare. Figuratevi, si sono messi a ballare la portoricana! Con la convinzione tipica dei ballerini di portoricana, non so se mi spiego!!! Non voglio assolutamente insultare tutti i bravi ballerini che conosco e vedo nelle sale da ballo, ma quelli de La Casa de la Trova, mi spiace, erano l'apoteosi dell'esibizionismo, dell'egocentrismo, del kitch e del cattivo gusto.
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